LE INDAGINI DI KENZO TANAKA – COVER DI “LA CASA FANTASMA”

Cover di "La casa fantasma"

Cover di “La casa fantasma”

Questa è la terza ed ultima cover realizzata per “Le indagini di Kenzo Tanaka” ed apre l’ultimo atto del libro, “La casa fantasma”. Originariamente, per volontà di Marco Paracchini, autore delle storie, la copertina avrebbe dovuto descrivere il ritrovamento del cadavere all’interno della cucina della “casa fantasma”, episodio che da avvio alle indagini di questo caso. Come per tutte le altre cover dell’opera, si evidenziò immediatamente il problema fondamentale: le riquadrature delle illustrazioni avevano un andamento verticale, ed essendo, quella proposta da Marco una vignetta descrittiva, avrebbe avuto maggior enfasi con un orientamento orizzontale, anche tenendo conto del fatto che un cadavere steso sul pavimento, ha forzatamente tale orientamento. Per dare al tutto, uno schema verticale, oltretutto molto stretto, avrei dovuto stringere di molto l’inquadratura, limitando di molto la visione periferica della vignetta stessa. Avrei quindi perso, o comunque avrei incontrato molte difficoltà a piazzare le figure di Kenzo, dell’ispettore Gamanote e dell’ambientazione in cui si svolgeva la scena. Inoltre a mio avviso, si sarebbe perso l’alone di mistero, che appunto, una “casa fantasma” avrebbe dovuto avere. Decisi quindi di cambiare registro, e di ripercorrere i dettami che avevo utilizzato per le cover precedenti. Ossia, Kenzo Tanaka, come riferimento principale, in primo piano, e sullo sfondo un’evocazione del titolo dell’atto. Ecco quindi un primo piano di kenzo, di tre quarti, a lasciare abbastanza spazio per lo sfondo, occupato inizialmente solo dalla casa fantasma, sagomata in nero, evitando di entrare troppo nei dettagli. Quello che la casa, doveva avere di caratteristica principale era la classica antica architettura giapponese. Il cielo plumbeo e la luna appena accennata, dovevano dare un senso di mistero ulteriore. Aggiunsi infine la finestra accesa con la sagoma in controluce del “fantasma” ad accentuare l’atmosfera cupa che volevo ritrarre. Completata l’illustrazione, balzo immediatamente all’occhio uno squilibrio. Tutta la parte in basso a destra era vuota e nera come la pece. Ecco che ripresi in considerazione la richiesta iniziale di Marco. Il cadavere nella cucina. Lo avrei disegnato e posizionato in quello spazio. Solo che, mentre facevo gli schizzi preparatori per il cadavere, mi resi conto che, avrei si riempito uno spazio, ma avrei comunque squilibrato in senso opposto la composizione. Due disegni troppo particolareggiati, Kenzo ed il cadavere, avrebbero contrastato troppo con la sagoma della casa sullo sfondo. Optai infine per la classica sagoma rilevata dalla polizia scientifica, sui classici luoghi del delitto, con una posa a “puzzle” rispetto al primo piano di Kenzo e alla casa sullo sfondo. Nella prima versione definitiva dell’illustrazione avevo aggiunto anche alcune macchie di sangue, in seguito rimosse, per il solo fatto che l’illustrazione sarebbe stata stampata in bianco e nero e non a colori.

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